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Sara Durantini

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Biografia

Sara Durantini (San Martino dall’Argine – Mantova, 1984) consegue la laurea magistrale in lettere moderne presso l’Università degli studi di Parma nel 2009. Vincitrice dell’edizione 2005-2006 del Premio Tondelli per la sezione inediti con il lungo racconto L’odore del fieno, nel 2007 pubblica il suo primo romanzo, Nel nome del padre, con la casa editrice Fernandel.

Da oltre dieci anni scrive articoli per riviste letterarie online e cartacee. Dal 2011 cura il blog letterario corsierincorsi.it.

Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati in diverse antologie collettive fra cui Quello che c’è tra di noi, a cura di Sergio Rotino (Manni Editore, 2008), Dizionario affettivo della lingua italiana, a cura di Matteo B. Bianchi e Giorgio Vasta (Fandango Libri, nell’edizione 2009 e 2019), Orbite vuote, a cura di Marco Candida (Intermezzi Editore, 2011), oltre ad un approfondimento su Massimo Bontempelli accolto nel saggio L’unica via è il pensiero a cura del professore Hervé A. Cavallera (Intermedia Edizioni, 2019).

Nel 2021, Sara Durantini ha pubblicato L’evento della scrittura. Sull’autobiografia femminile in Colette, Marguerite Duras, Annie Ernaux per la casa editrice di Milano 13 lab Editore.

Intorno al 2005 ebbi la fortuna di frequentare il corso accademico sulla storia dell'editoria italiana del professore e critico letterario Gian Carlo Ferretti. Fu uno dei corsi più intensi di quegli anni per vivacità culturale ed eleganza letteraria e ne

In occasione delle giornate FAI di primavera in programma sabato 15 e domenica 16 maggio 2021, abbiamo intervistato l'avvocato Nives Tei Coaccioli, Presidente Regionale dell'Umbria di Fondo Ambiente Italiano-FAI. E' stato un momento di confronto e riflessione importante sulla valorizzazione del

Franco Arminio è il poeta della parola sussurrata, sfiorata con mano ferma e leggera poi lasciata andare. Franco Arminio è il poeta dell'ascolto, colui che mette al centro della poesia la parola e, al tempo stesso, il suo corpo. È

Sulle parole che perdono il loro significato, smarrendo la connotazione originaria nell'etere della virtualità, sulla condizione umana che di virtualità sembra vivere, soprattutto da un anno a questa parte, sulla poesia, sulla letteratura, sugli «acrobati del tempo», ho provato a

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Calvino parlava di traduzione come il vero modo di leggere un testo. Produrre quella che François-Xavier Jaujard chiama «l'equivalente naturale più vicino al messaggio della lingua di partenza». Questa osmosi tra individui che parlano una stessa lingua e che hanno

La parola attribuisce un nome alla "cosa". Come ricorda Carlo Sini nel saggio "L'immemoriale e la parola poetica" (Interlinea, 2005), riprendendo la lezione di Platone, la parola "ricorda". «Parola della memoria che, di necessità, è sempre parola seconda e mai

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