Sotto la superficie: Il mostro che ci guarda
Dalle fogne di Londra una lezione di ecologia urbana: come i nostri scarti diventano giganti di grasso e come la natura ci insegna a trasformarli.
Sotto i pavimenti di numerose città sta crescendo un mostro. Non ha artigli, non respira, ma è vivo, si nustre dei nostri vizi e sta lentamente soffocando il cuore urbano. Lo chiamano Fatberg.
Il nome è la fusione perfetta tra fat (grasso) e icerberg. Ma a differenza dei giganti di ghiaccio che affondano i transatlantici, questi colossi di sporcizia sono fatti di olio da cucina fritto, grassi saturi e un’infinità di salviette umidificate. Il risultato? Una massa dura come il cemento, capace di ostruire condotti fognari millenari.
Immaginate una creatura bianca, maleodorante e compatta che può raggiungere dimensioni sbalorditive.
Sotto i piedi dei londinesi, nel cuore pulsante dell’East End, nel 2017 ne è stato rimosso uno lungo 250 metri di 130 tonnellate: Era il Fatberg di Wgitechapel. Il mostro di Whitechapel ha costretto la Thames Water a una guerra di logoramento durata oltre due mesi. Gli operatori, calati in tunnel vittoriani angusti e saturi di gas tossici, hanno dovuto usare idropulitrici ad altissima pressione e pale manuali per sgretolare la massa.
L’eco del ritrovamento è stata tale che una sezione del fatberg è stata addirittura esposta al Museum of London, sigillata in una teca trasparente per evitare che l’odore e i gas venissero rilasciati. I visitatori sono rimasti ipnotizzati: quel blocco grigiastro era lo specchio oscuro delle nostre abitudini domestiche.
Questo fenomeno sta diventando sempre più globale oltre che costoso: Londra spende circa un milione di sterline al mese per liberare le arterie fognarie, ma il fenomeno è ormai pandemico. Da New York a Melbourne, le infrastrutture del XIX secolo stanno collassando sotto il peso degli stili di vita del XXI. Il grasso dei ristoranti e la comodità delle salviette “gettabili” nel WC stanno creando un conto economico e ambientale insostenibile.
La soluzione? Sconfiggere i fatberg è possibile, ma richiede un cambio di mentalità. La regola è semplice: l’olio va raccolto riciclato, e nel WC deve finire solo carta igienica. Ironia della sorte il mostro di Whitechapel ha avuto un ultimo sussulto di utilità: gran parte della massa rimossa è stata convertita in 10.000 litri di biodiesel, alimentando i famosi bus rossi di Londra. Da rifiuto letale a carburante pulito: forse è questa l’unica via per non essere sepolti dai nostri stessi eccessi.